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Rodolfo Valentino (1895-1926)
IL PREMIO RODOLFO VALENTINO

Online la premiazione del 2009

Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero del Turismo con il sostegno dell'A.G.I.S. (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo), dell'A.N.I.C.A. (Associazione Nazionale Industria Cinematografica), del S.N.C.C.I. (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani) e dell'U.N.P.F. (Unione Nazionale Produttori Film); il "Premio Rodolfo Valentino" rappresenta - da trentacinque anni - un serio ed apprezzato riconoscimento alla carriera di grandi protagonisti del Cinema internazionale.

Istituito nel 1972, è stato realizzato fino al 1981 in Puglia, dove Valentino nacque. In occasione del suo decennale, nel 1982, fu trasferito a Los Angeles, dove si è svolto fino al 1995. Nel 1996 è stato riportato in Europa con edizioni a Berlino, Parigi, Londra, Madrid e Roma. Nel 2002, è stato realizzato in Brasile, a Rio de Janeiro. Dal 2003 di nuovo in Italia.

Una Giuria di critici cinematografici assegna ogni anno le statuette d'oro - raffiguranti Valentino nel ruolo del "Figlio dello Sceicco" - ad attrici, attori e registi che per carisma e talento abbiano raggiunto, come Valentino, i vertici del successo nazionale ed internazionale.

In occasione dell'annuale consegna dei premi, circa mille invitati, tra le personalità più rappresentative del mondo della cultura, dell'arte, della finanza, della politica e dello spettacolo, prendono parte ad un gala di beneficenza in favore di istituzioni umanitarie, della ricerca scientifica e di quanti ogni giorno impegnati a combattere i grandi e gravi problemi che affliggono la società contemporanea. Una manifestazione internazionale del Cinema italiano quindi dal carattere puramente culturale, senza fini di lucro ed attenta ai grandi temi della solidarietà.

Il "Premio Valentino", come vuole il regolamento, è al servizio del personaggio nel cinema. Cioè al servizio del cinema attraverso il personaggio. Personaggio è infatti, per il pubblico, quello disegnato da un interprete, e per l'interprete dal regista, in un determinato film. Nell'assegnazione del Premio comunque, la Giuria cerca sempre di scegliere il più alto e profondo possibile, usando come pietra di paragone, per talento, carisma e glamour, lo stesso Valentino cui l'iniziativa nel suo complesso è dedicata. L'incontro all'ombra del celebre Rudy dei premiati è così, ogni volta, occasione utile per riaprire il vecchio discorso sul divismo. Un fenomeno che a torto si vuol morto, mentre ha soltanto allargato i suoi confini e cambiato le proprie apparenze. Morto è lo "star-system" di stampo hollywoodiano. Ma il divo, la star, la vedette esiste sempre, sia pure senza i curiosi e stravaganti orpelli di un tempo irripetibile. Il fascino che il personaggio ha sul grande pubblico va studiato, analizzato, tenuto presente al di fuori di ogni pregiudizio perché è un'arma utilizzabile a fini non soltanto commerciali e industriali bensì anche artistici ed ideologici.

Non a caso, del resto, i veri divi del cinema, quelli la cui memoria, conservandosi intatta, mostra palesemente di non essere figlia di una futile infatuazione dei contemporanei. Rivisitati oggi nei loro film si rivelano sorprendentemente bravi. Valentino non fa eccezione alla regola, anzi, è bravissimo, con la sua anche se datata recitazione.
Del resto, basta scorrere l'elenco di coloro che hanno già ricevuto il Premio. Divi? Stars? Vedettes? In realtà non ce n' è uno fra loro che non sia attore, attrice o regista di straordinarie ed educatissime qualità espressive sgorganti da un'eccezionale personalità. E tutti hanno diritto alla nostra ammirata gratitudine perché senza personaggi, in ogni caso, il Cinema non sarebbe.

 
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